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Comunicati stampa

 

Il 7 giugno l’Istat  ha diffuso i dati sul commercio, registrando un calo dello - 0,9% delle vendite al dettaglio sul mese e del -5,4% sull’anno. Un dato che va ben oltre ogni negativa previsione e che preoccupa, in quanto interessa anche il settore dei beni alimentari, un settore tradizionalmente considerato stabile: - 2,4%. Uno dei peggiori dati registrati negli ultimi anni.

La spesa cresce più velocemente del reddito, per questo le famiglie non riescono a far fronte alle proprie spese, effettuando dolorose rinunce, persino in settori delicati come quello della salute (Il 6 giugno il dato del Censis, secondo il quale 7 milioni di Italiani si sono indebitati per pagarsi le cure).

E proprio il 19 giugno l’Istat ha presentato il rapporto sull’andamento della spesa delle famiglie, in relazione al reddito. È emerso chiaramente come la spesa sia aumentata più del reddito, determinando un forte impoverimento delle famiglie monoreddito. Infatti, nel periodo 2013/2017 la spesa media mensile è cresciuta del + 3,8%, a fronte di un aumento medio del reddito delle famigli del +3,6%, andamento che testimonia  una situazione di disagio, in cui le famiglie non riescono a far fronte alle proprie spese e sono costrette ad effettuare dolorose rinunce. Non a caso, nel 2017, il 6,1% delle famiglie ha rinunciato a prestazioni sanitarie per motivi economici. La spesa delle famiglie si attesta a un livello ancora inferiore rispetto al 2011.

È sicuramente un dato allarmante, che getta ombre sui saldi estivi che in Sicilia, a differenza delle altre regioni, partiranno il primo luglio. Anche per quest’anno si prevede un andamento ancora sottotono, anche perchè è da maggio che i negozianti propongono promozioni e sconti.

L’andamento si attesterà sullo stesso volume di acquisti scontati registrato nel 2017: +0,2%.  Non va trascurato il fatto che negli ultimi anni si sono inanellate solo flessioni, tranne nel 2017: -7% nel 2012, -8% nel 2013, -4% nel 2014, -3% nel 2015, 0 % nel 2016, +1,8% nel 2017. Una contrazione dietro l’altra, a conferma del drammatico contesto economico che le famiglie hanno e continuano a vivere. La maggior parte delle famiglie ha continuato a contenere i consumi e approfitterà degli sconti per concedersi “il necessario”.

Secondo quanto emerso dalla proiezione di Federconsumatori Palermo, ancora solo una famiglia su tre approfitterà delle vendite scontate, circa 164.236 famiglie per Palermo e provincia” evidenzia Lillo Vizzini presidente di Federconsumatori Palermo, “La spesa per famiglia sarà mediamente di 117 euro, con un giro complessivo di affari sempre per Palermo e provincia di 19,24 mln di euro.”

Ancora una stagione di saldi in affanno. D’altronde, non c'è da sorprendersi se la fiducia delle famiglie sulle prospettive economiche non migliora” continua Vizzini “Dai dati della disoccupazione all'andamento del potere di acquisto e all’incremento del numero dei poveri, i cittadini non intravedono ancora grandi spiragli di evidenti miglioramenti. E' evidente, quindi, che per poter scrivere la parola fine a questo lungo periodo di crisi occorre qualche iniziativa di rilancio  quale reddito e futuro per i tanti  giovani disoccupati. Al comune di Palermo chiediamo una iniziativa, come l’anno scorso, per supportare i saldi: sospensione della ZTL e delle strisce blu per ogni venerdì e sabato del mese di luglio”.

Palermo, 28 giugno 2018

Anno

Andamento delle vendite

Spesa per famiglia in euro

Spesa per i saldi Palermo e provincia

2012

-7,00%

135

22,17 mln euro

2013

-8,00%

124

20,36 mln euro

2014

-4,00%

119

19,54 mln euro

2015

-3,00%

115

18,88 mln euro

2016

0%

115

18,88 mln euro

2017

1,80%

117

19,22 mln euro

2018

0,2

117,2

19,24 mln euro

 

IL DECALOGO DI FEDERCONSUMATORI PER EVITARE FREGATURE DURANTE I SALDI

  1. Verificare prima della partenza dei saldi il prezzo pieno di ciò che si intende comprare e fotografare con il cellulare il cartellino del prezzo. Solo in questo modo sarà possibile valutare la reale convenienza dello sconto;
  2. Non fermarsi mai davanti alla prima vetrina. Confrontare i prezzi e, in ogni caso, orientarsi verso beni o prodotti che necessitano veramente;
  3. Diffidare di sconti eccessivi, pari o superiori al 60%, sin dai primi giorni. Con molta probabilità sono fondi di magazzino;
  4. I prodotti venduti a saldo devono essere di fine stagione. La merce di risulta o di magazzino non può essere mescolata con i prodotti in saldo, ma dovrà essere venduta separatamente;
  5. Occhio al cartellino! Su ogni prodotto deve essere indicato, obbligatoriamente ed in modo chiaro e leggibile, il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore in percentuale dello sconto;
  6. Non esiste l'obbligo di far provare i capi, ciò è a discrezione del negoziante. Il nostro consiglio è di diffidare nel caso di capi di abbigliamento che si possono solo guardare ma non provare;
  7. I commercianti in possesso del POS hanno l’obbligo di accettare il pagamento con carte di credito o bancomat;
  8. Conservare sempre lo scontrino quale prova di acquisto. Sarà prezioso in caso di merce fallata o non “conforme”, in quanto obbliga il commerciante alla sostituzione o al rimborso di quanto pagato;
  9. Problemi o “bufale” devono essere subito denunciate ai vigili urbani, all'ufficio comunale per il commercio o a una Associazione dei Consumatori.
  10. Per non eccedere con le spese, in ogni caso, stabilire sempre un budget massimo per gli acquisti.
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